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La tendenza dei giocattoli nostalgici: perché i classici stanno tornando?

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Il gioco stimola la creatività, l’apprendimento e lo sviluppo dei bambini, motivo per cui giocattoli e giochi sono senza dubbio una parte essenziale di ogni infanzia. Anche con l’ascesa dei videogiochi e dei dispositivi touchscreen, Yahoo Finance osserva che la crescita del mercato globale dei giocattoli rimane positiva. Nel 2021 è stato valutato 103,96 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo di circa l’8,5%. Mentre le prospettive del mercato sono incentrate sullo sviluppo di giocattoli moderni e innovativi attraverso l’uso di tecnologie come la stampa 3D, ciò che il rapporto trascura è come i giocattoli classici abbiano fatto un enorme ritorno durante la pandemia. Dalle tracce di nostalgia al desiderio di staccare la spina dai nostri dispositivi, ci sono vari fattori che entrano in gioco quando osserviamo da vicino questa tendenza. 

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Come assicurarsi che i giocattoli dei tuoi bambini non siano TOSSICI

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I giocattoli per bambini sono tra gli ultimi posti in cui ti aspetteresti di trovare sostanze chimiche tossiche e se sei un genitore vuoi senz’altro sapere come assicurarsi che i giocattoli dei tuoi bambini non siano tossici. Dopotutto, sappiamo che i bambini sono ancora più sensibili a molte sostanze pericolose rispetto agli adulti. Sfortunatamente, ci sono ancora molti materiali tossici che possono finire nella cassa dei giocattoli di tuo figlio.
In realtà, non tutti i giocattoli sono uguali: mentre alcuni sono perfettamente sicuri, alcuni giocattoli contengono sostanze chimiche che possono causare gravi danni. In questo articolo, esploreremo come essere certi che i giocattoli dei tuoi figli non li espongano a sostanze chimiche pericolose.

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Risvegliare i bambini grazie agli STEM toys

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Ci sono oggi molte proposte per risvegliare i bambini grazie agli STEM toys e Zowi, un robot intelligente che aiuta i bambini a scoprire come funziona la tecnologia, non fa eccezione.

Zowi è un progetto di bq che ha proposto un sistema evolutivo nel creare questo robot intelligente per i più piccoli. Al momento Zowi viene portato nelle scuole per permettere ai bambini dagli 8 anni in su di imparare a codificare e programmare durante il gioco in un ambiente tecnologico sicuro e divertente.

Quindi, pur essendo un giocattolo, ha un ecosistema educativo con un ampio percorso pedagogico.

Zowi è un robot intelligente open source, il che significa che l’ecosistema fisico, il codice e l’app sono stati tutti resi disponibili gratuitamente in modo che chiunque possa comprenderlo e modificarlo.

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Riciclare giocattoli creando valore sociale

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Qualche settimana fa mi trovavo a Londra e, dato che la mia partner era impegnata in un’esperienza di volontariato, ho deciso di esplorare luoghi legati ai giocattoli. Ho scoperto questo negozio di giocattoli che è riuscito molto bene a riciclare giocattoli creando valore sociale. The TOY Project Ã¨ un negozio di giocattoli accattivante, con una vetrina incredibilmente ricca, che organizza e finanzia iniziative sociali per la comunità di quartiere e non solo.

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CARD SENSORIALI CHE ESERCITANO LA VISTA DEL BAMBINO

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Quando la luce passa attraverso la nostra cornea (superficie trasparente dell’occhio) verso la pupilla (l’apertura all’interno dell’occhio) questa raggiunge il nostro cristallino che lo focalizza sulla retina (la parte posteriore dell’occhio), dove viene convertito in un segnale nervoso e portato dal nervo ottico al cervello. Ora questo sistema di connessione crea ricordi nel nostro sistema nervoso e questi ricordi sono quindi correlati alle altre parti del corpo per generare movimento ed eseguire compiti. Ecco perché questa azienda ha creato “Baby Visual Stimulation Cards”, delle card sensoriali che esercitano la vista del bambino e lo guidano attraverso i suoi primi anni di scoperta visiva.

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Il toy design al tempo dei Metaversi

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La storia di Metaversi è giovane e tuttavia, come molte altre storie di oggi come NFT e criptovalute, molto probabilmente avranno un ruolo nelle esperienze dei consumatori e persino nelle nostre vite domani. E in questo contesto i giocattoli, forse non quelli a cui siamo abituati, non solo sono coinvolti ma giocheranno un ruolo importante in questo nuovo business. Ecco perché volevo capire e cercare di immaginare cosa potesse diventare il design dei giocattoli nell’era dei Metaversi. Solo pormi questa domanda sembra farmi viaggiare nel tempo in pochi secondi… ma cerchiamo prima di fare chiarezza rispetto a quanto ho osservato finora.

Quello che sta succedendo è che grandi (e audaci) aziende stanno investendo già notevoli somme di denaro e questa febbre sembra essere contagiosa. Nel mondo dei giocattoli questo sta coinvolgendo produttori come Lego ma anche aziende media come Hello Kitty e aziende di mondi virtuali come Sandbox, come spiega Nic Mitham di Metaversed in questo post. Oggi abbiamo acquisito familiarità nel vedere produttori di giocattoli che collaborano con aziende media, come normalmente accade per i giocattoli su licenza e il merchandising promosso da produzioni media come cartoni animati e film. In un certo senso ci stiamo già abituando a giocattoli che hanno anche una parte digitale, come abbiamo visto scrivendo di Sago mini, LEGO Boost e molti altri. L’aggiunta di questo terzo tipo di attori, le società di mondi virtuali, ha creato quello che Mitham chiama effettivamente “il triangolo d’oro”.

Il Metaverso è difficile da definire in poche parole e non è ancora possibile prevedere quale ruolo avrà col tempo nel gioco dei bambini, eppure per capire dove tutto questo sta portando i designer di giocattoli partirei dall’unico punto di questo triangolo che ha una dimensione fisica e che conosciamo, giocattoli. Abbiamo dibattuto per decenni sull’impatto dei videogiochi sul modo di giocare dei bambini, temendo che in futuro i giocattoli fisici potessero diventare storia passata, ma non è ancora successo. E i genitori sono sempre più critici rispetto al cosiddetto screen time, ovvero il tempo passato davanti ai device con uno schermo, e ai valori educativi dei giocattoli in un mondo fortemente guidato dal consumismo.

Quindi credo che finché considereremo i giocattoli presenti solo nel regno fisico saremo disconnessi dal bisogno educativo di far sentire i bambini “figli del loro tempo”, ad esempio potendo socializzare in modi nuovi con i coetanei, altrimenti facendoli sentire isolati, problema tra l’altro sottovalutato in molti giocattoli fisici… Quindi speriamo di essere in grado di guidare uno sviluppo critico di questo nuovo parco giochi considerando che il gioco fisico avrà sempre un ruolo importante nello sviluppo mentale e fisico dei bambini e sperando che i genitori saranno in grado di valorizzare le interazioni sociali e le esperienze sensoriali nella vita reale così come in quelle virtuali.

L’obiettivo delle aziende che investono nel Metaverso in questo momento sembra essere quello di acquisire asset per essere in futuro sempre più connessi con un pubblico in crescita (giocatori online) che sta abbassando drasticamente la propria età con il passare degli anni. I bambini stanno diventando sempre più considerati “giovani consumatori”, se non per l’effettivo acquisto, sicuramente per essere tracciati nei loro comportamenti in modo che possano guidare le scelte di acquisto degli adulti per loro conto… dopotutto, le lettere dei desideri esistono per un motivo.

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RECUPERO E RICICLO – Un servizio sostenibile ispirato dal Design

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I designer di giocattoli e i marchi di giocattoli consentono alla prossima generazione di esplorare le meraviglie dell’infanzia e raggiungere il loro pieno potenziale. Ma anche le generazioni future devono ereditare un ambiente pieno di promesse. Il più delle volte, i bambini diventano troppo grandi per i giocattoli o li scartano a causa dell’usura, e quindi questi giocattoli finiscono nelle discariche. Lavorando insieme per recupero e riciclo dei materiali, possiamo assicurarci che i giocattoli di oggi non diventino i rifiuti di domani.

Con il lancio di Mattel PlayBack Mattel ha compiuto un passo in avanti per rendere il gioco più sostenibile e responsabile, ispirato dalle logiche dell’Economia Circolare. PlayBack è un programma di recupero e riciclo dei giocattoli che consentirà alle famiglie di migliorare l’impatto ecologico dei loro giocattoli una volta che i loro bambini avranno finito di giocarci. Il nuovo programma è stato progettato per recupero e riciclo dei materiali dei vecchi giocattoli Mattel per i futuri prodotti Mattel. Una volta raccolti, i giocattoli vengono separati per tipo di polimero e puliti (se necessario). Il materiale viene quindi estruso in pellet di plastica per creare nuovi prodotti riciclati, quando possibile. Per i materiali che non possono essere riutilizzati come contenuti riciclati in nuovi giocattoli, Mattel PlayBack ridurrà il ciclo di tali materiali o li convertirà da rifiuti in energia.

“Il gioco non dovrebbe avere una durata di conservazione o essere buttato via”, scrive l’azienda. â€œProgettiamo giocattoli da amare, accarezzare e tramandare da una generazione all’altra e miriamo a realizzarli con materiali che possano vivere in nuovi giocattoli e in nuovi modi”.

Il programma, inizialmente, accetterà solo i giocattoli a marchio Barbie®, Matchbox® e MEGA® per il riciclo ed altri marchi si dovrebbero aggiungere in futuro. Al momento è disponibile negli Stati Uniti e Canada, oltre che in Francia, Germania e Regno Unito attraverso partner di riciclaggio di terze parti.

I rifiuti sono un grave problema per le nostre comunità e per il nostro pianeta, sia che si parli di discariche traboccanti o di oceani inquinati. Proteggere il pianeta potrebbe sembrare un lavoro per adulti, ma anche i bambini possono aiutare. Questa iniziativa di Mattel aiuterà a far progredire l’economia circolare nell’industria dei giocattoli e insegnerà ai bambini l’importanza di proteggere il pianeta. Questo programma di giocattoli è una grande impresa finanziaria da parte di Mattel per il loro percorso verso la sostenibilità, un impegno che l’azienda ha preso chiaramente.

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UN SERVIZIO SOSTENIBILE NEL MERCATO DEL GIOCATTOLO

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Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma recita la legge di conservazione della massa, ma questo principio non riguarda solamente le reazioni chimiche. Sembra infatti che il mondo del giocattolo stia vivendo una fase di cambiamento, o meglio di adattamento alle nuove richieste del mercato, come ad esempio una maggiore sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, ma anche dei modelli di business più leggeri ed in linea con una società in rapida crescita. In questo articolo torniamo a parlare di questo tema (se vi siete persi lo scorso articolo, lo trovate qui) e vi presentiamo un servizio sostenibile nel mercato del giocattolo. 

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UN DATABASE ONLINE DI PEZZI DI RICAMBIO PER GIOCATTOLI ROTTI

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Era il 1995 quando usciva nelle sale Toy Story, uno dei cartoni più iconici dell’intera storia del cinema di animazione, con il suo racconto fantastico di una realtà dove i giocattoli sono dotati di vita propria, sentimenti e obiettivi da raggiungere. Vi ricorderete sicuramente (e se non lo fate, potete ri-vedere il film…suppongo che l’abbiate visto almeno una volta) che l’antagonista principale della storia era un bambino dai modi poco gentili, l’aspetto da Skinhead e una maglia nera con un teschio in evidenza: Sid. Questo personaggio, pur con la sua etichetta di ‘cattivo’, mi ha sempre affascinato per il suo lato da maker; la sua più grande occupazione infatti era quella di distruggere giocattoli (spesso della sorella) per crearne di nuovi assemblando parti senza una logica apparente, ma con risultati sorprendenti. Ecco, io credo che dietro a Toy Rescue ci sia un Sid cresciuto che ha capito i suoi errori di gioventù e ha cercato di direzionare le sue competenze per un nobile fine; scherzi a parte, l’idea di un database online di pezzi di ricambio per giocattoli rotti è tanto semplice quanto innovativa e per questo dobbiamo raccontarvela.

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UN SERVIZIO PER PREVENIRE IL DISAGIO SOCIALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

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La complessità del mondo moderno è sotto gli occhi di tutti, spesso ci spiazza, ci coglie impreparati e ci mette di fronte ad argomenti o scenari che non sappiamo come affrontare. Tematiche come la discriminazione, l’emarginazione, il cyberbullismo sono all’ordine del giorno sui quotidiani e troppo di frequente i protagonisti di queste vicende sono i più piccoli perchè fragili o ingenui. Per contrastare questi fenomeni nasce Webecome, un servizio per prevenire il disagio sociale nella scuola primaria promosso da Intesa San Paolo.