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UN GIOCATTOLO EDUCATIVO CHE STIMOLA L’IMMAGINAZIONE

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‘Less is more’ è una celebre frase dell’architetto tedesco Mies van der Rohe; dall’architettura al design di prodotto, dal fashion alla tecnologia, ha posto le basi per una filosofia per la quale il miglior risultato progettuale è quello ispirato dall’ essenzialità. Questa frase mi è apparsa chiaramente davanti agli occhi come un neon luminoso, non appena ho iniziato ad approfondire la ricerca su Bilibo, un giocattolo educativo che stimola l’immaginazione.

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GAMIFICATION PER UN NUOVO BENESSERE

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Creare esperienze divertenti e coinvolgenti che migliorino salute e stile di vita, questo è l’ambizioso motto di ‘Games for Health’, progetto olandese di cui vi parleremo in questo articolo. Nata nel 2010 da Jurriaan & Sandra van Rijswijk, questa associazione no-profit ha il compito di riunire le migliori menti nello sviluppo dei giocattoli e della sanità per progettare tecnologie ludiche che migliorino le condizioni fisiche e mentali delle persone, oltre a progettare sistemi di gamification per un nuovo benessere.

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UN CROWDFUNDING PER AIUTARE I BAMBINI A CONCENTRARSI

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Mettetevi comodi e abbiate la pazienza di arrivare alla fine di questo breve articolo perchè oggi vi parleremo di distrazione, difficoltà di autocontrollo e di Piks, un crowdfunding per aiutare i bambini a concentrarsi. Questo gioco in legno e silicone ci ha particolarmente incuriosito già ad un primo sguardo per la semplicità del progetto e l’efficacia del risultati che è possibile ottenere; approfondendo la ricerca poi abbiamo scoperto che c’è molto di più dietro a queste costruzioni.

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UN GIOCATTOLO CHE INSEGNA IL DESIGN THINKING

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La storia di Pixel Press inizia con dei ragazzi che, non soddisfatti di giocare solamente ai videogiochi, iniziano a progettarli. Fin qui niente di esaltante, anzi probabilmente la gran parte delle aziende del settore sono nate in questo modo; la differenza è che Pixel Press l’ha fatto in modo ‘disruptive’: ha reso la progettazione e la realizzazione di videogiochi alla portata di tutti, anche di un bambino e creando un giocattolo che insegna il design thinking.

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UN APP INVENTATA PER AIUTARE I BAMBINI DURANTE LE CURE

C’era una volta Niamh Barnes, una bambina di 7 anni in cura presso un ospedale inglese. Un bel giorno propose a medici ed infermieri di trovare un sistema per supportare i piccoli pazienti, per distrarli ed accompagnarli durante la loro degenza nei reparti. Quel desiderio espresso da Niamh è oggi realtà nell’ospedale pediatrico di Alder Hey a Liverpool che ha introdotto Alder Play, un app inventata per aiutare i bambini durante le cure che combina Realtà Aumentata ed Intelligenza Artificiale per una migliore esperienza ospedaliera.

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UN ROBOT PER INSEGNARE A PROGRAMMARE

L’interesse ed i progressi nel mondo della robotica e dell’Intelligenza Artificiale sono argomenti ormai all’ordine del giorno e toccano ognuno di noi sempre più da vicino, basti pensare all’attenzione suscitata da Sophia, la prima donna-robot ad aver ricevuto la cittadinanza in Arabia Saudita. Anche il mondo del giocattolo è ovviamente partecipante attivo della discussione e questo è dimostrato dalla grande quantità di prodotti che mirano allo sviluppo delle ‘capacità del futuro’ nei bambini: prima tra tutte quella della programmazione. Matatalab è uno di questi giocattoli, un robot per insegnare a programmare nato nel Marzo 2017 e che sta già raddoppiando la cifra richiesta della prima campagna Kickstarter.

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UN GIOCATTOLO DAL DESIGN ESSENZIALE CHE SVILUPPA IL PENSIERO COMPUTAZIONALE

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Stimolare la logica e la creatività dei più piccoli è una mission comune a tante aziende di giocattoli. Non è facile però trovare dei giochi di grande distribuzione che centrano quest’obiettivo senza scadere in soluzioni già viste o dal design scontato. Per questo motivo abbiamo apprezzato Cubogaun giocattolo dal design essenziale che sviluppa il pensiero computazionale.

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PELUCHES PER SVILUPPARE LA SFERA EMOZIONALE E RELAZIONALE

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La storia dei peluche ha origini molto lontane. Le prime tracce risalgono all’antico egitto e al ritrovamento di pupazzi realizzati con pellicce di animali per scopi ludici o religiosi. Il successo di questo giocattolo si deve però ad una signora tedesca che sul finire del 1800 cominciò a confezionare cuscini a forma di orsacchiotto, scatenando un grande interesse anche tra le aziende di giocattoli. Da allora è difficile trovare qualcuno che non abbia avuto almeno un peluche tra i suoi giochi d’infanzia, così come è raro trovarne un re-design. Per questo ci sembra interessante presentarvi Animoodles, ovvero dei peluches per sviluppare la sfera emozionale e relazionale.

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UN KIT PER INSEGNARE L’ELETTRONICA CON LA PLASTILINA

Chi non ha mai usato la plastilina per creare strani mostri a tre teste o la macchina dei sogni? E’ un classico del mondo del giocattolo sin dall’inizio del 1900 ed è rimasta pressoché inalterata fino ai giorni nostri. Colorata o fluorescente, fatta in casa o industriale, questa magica sostanza ha sempre affascinato piccoli e grandi fino ad essere utilizzata da scultori per i primi modelli plastici o vincere addirittura due premi Oscar nel campo dell’animazione con i cortometraggi Wallace & Gromit. Un’azienda di giocattoli ha portato ad un livello ancora più alto questo materiale progettando un kit per insegnare l’elettronica con la plastilina.

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UN ASILO PER EDUCARE AL BELLO

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“La bellezza salverà il mondo” è una delle citazioni più celebri di Fedor Dostoevskij. Spesso abusata, questa frase è stata presa sul serio dai fondatori di Baby Caring, un asilo per educare al bello a Milano.

Baby Caring è un asilo nido bilingue che nasce in una struttura storicamente importante per la città di Milano: la Fondazione Mantegazza, in via San Calocero 16. Qui Laura Solera Mantegazza aprì nel 1850 il primo asilo nido con la finalità di aiutare le donne lavoratrici a non abbandonare i propri figli. Un posto quindi destinato sin dalla sua nascita ad ospitare cose grandi e belle, ha riaperto le sue porte a marzo 2017.

La filosofia alla base di questo Children Innovation Lab è quella del “Chi semina idee, raccoglie certezze”. La promessa invece è di farlo educando alla bellezza, in tutte le sue sfumature artistiche e concettuali, i bambini da 1 a 12 anni attraverso un’esperienza ludica e artistica. Qui i programmi formativi tradizionali sono rivoluzionati dalla centralità del bambino che diventa protagonista attivo tanto da modulare, consciamente o inconsciamente, il proprio percorso formativo in base alle sue tendenze ed interessi.

L’educazione avviene in primo luogo attraverso la partecipazione quotidiana alle opere d’arte esposte in forma di galleria all’interno della struttura: gli interni, così come gli arredi, portano la firma di grandi nomi dell’arte e del design; ci sono i quadri ‘numerici’ di Paolo De Cuarto e le fiabesche sculture lignee di Duilio Forte. Dell’Atelier Forte è anche l’installazione permanente ‘Ursus’, un grande orso di legno che può essere scalato ed esplorato dai bambini in totale sicurezza, a dimostrazione che in un asilo per educare al bello nessun dettaglio può essere tralasciato e che tutto contribuisce armonicamente all’esperienza ludica ed educativa. Sono parte centrale del programma anche i laboratori ideati da artisti di fama internazionale, come Micro-memory, curato dall’artista armena Liana Ghukasyan, dove i bambini sono stimolati a creare immagini a tema su una carta creata in laboratorio per dar vita a piccoli libri d’artista .

La proposta educativa è basata sulla teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner, psicologo americano contemporaneo che teorizza l’esistenza di molteplici livelli di sviluppo nell’individuo, da quello linguistico a quello musicale o visivo-spaziale. Questo approccio alla conoscenza consente di stimolare i bambini sotto diversi aspetti e di evidenziare le potenzialità maggiori in ognuno di loro, coltivando i valori della bellezza e della progettualità. Una didattica innovativa questa, nella quale nuove tecnologie e apprendimento si fondono e favoriscono, anche attraverso i media e la robotica, esperienze ludiche per disegnare, comporre musica, progettare immagini e creare storie.

Al Baby Caring Mantegazza l’innovazione tocca anche l’aspetto organizzativo: l’asilo è aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7 e alla tradizionale formula di frequenza annuale ad orari fissi, se ne affianca una ‘a tempo’ che segue gli orari di lavoro dei genitori. In questo modo la scuola sostiene e supporta l’equilibrio familiare vita-lavoro, così difficile da trovare già nell’800 ai tempi della fondazione dell’edificio, figuriamoci nella società odierna.

Baby Caring Mantegazza rappresenta una positiva novità non solo nel mondo dell’istruzione. In un momento storico dove spesso prevale la negatività o peggio l’indifferenza, un asilo per educare al bello è quello che serve per trasformare una citazione in una speranza reale.