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COME CAMBIA LA VENDITA DEI GIOCATTOLI NELL’ERA DEI BABY INFLUENCERS

15 gennaio 2019 — by Fabio Guaricci

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COME CAMBIA LA VENDITA DEI GIOCATTOLI NELL’ERA DEI BABY INFLUENCERS

15 gennaio 2019 — by Fabio Guaricci

Se non conoscete il significato del termine influencer probabilmente avete passato gli ultimi cinque anni (almeno) in un posto molto isolato, il che può essere un bene, ma sappiate che è attorno a queste figure che si concentra l’attenzione dei consumatori moderni e a cui i brand di ogni settore affidano la propria immagine. Questo fenomeno si è diffuso a macchia d’olio a partire dal fashion, con le varie Chiara Ferragni&Co. che fanno quotidianamente parlare di sé soprattutto a causa degli esosi cachet e della loro costante presenza, ormai, non solo sui social network. È molto interessante, ai fini del nostro racconto, partire da questo dato: secondo la rivista Forbes, nel 2017 i top 10 influencer del settore fashion hanno raggiunto un pubblico di 31.750.000 persone; se non vi siete stupiti abbastanza leggendo questa cifra, sappiate che i loro colleghi bambini, così detti baby influencers, li hanno superati largamente, raggiungendo un totale di 77.400.000 di utenti. Ma cosa significano questi numeri? Proviamo ad inquadrare la situazione in questo articolo, e vediamo come cambia la vendita dei giocattoli nell’era dei baby influencers.

L’ influencer marketing raggiunge il boom con il successo di Instagram e, soprattutto negli ultimi due anni, le aziende hanno cominciato ad investire sulla promozione dei loro prodotti tramite questa piattaforma e ad affidare a figure popolari il ruolo di brand ambassador. È il caso, tra i più giovani, di Coco Pink Princess, una piccola diva giapponese di 8 anni che vanta 680 mila followers ai quali mostra con posa da influencer navigata i suoi outfit giornalieri, citando i vari brand che sponsorizza. Questo modello di marketing risulta particolarmente efficace perchè permette di raggiungere l’utente finale in modo diretto e immediato, almeno apparentemente, senza l’intermediazione di cartellonistica o spot televisivi; prendete il buon vecchio sistema ‘porta-a-porta’, trasportatelo nel mondo attuale, connesso e digitalizzato, e immaginate l’impatto che questa strategia di vendita può raggiungere. La chiave di volta della promozione e vendita attraverso i social è il tono di voce, semplice e familiare provoca simpatia nell’utente finale spingendolo ad approfondire la conoscenza degli articoli sponsorizzati e, spesso e volentieri, ad acquistarli.

I produttori di giocattoli non si tirano indietro e salgono volentieri su questo carro; pensate che, secondo un’analisi di Google Shopping, tra i 10 regali più desiderati a Natale, 4 sono in lista grazie alla loro presenza su YouTube. Questa piattaforma è preferita rispetto ad altri social soprattutto grazie al fatto che i più giovani la utilizzano in completa autonomia, passando buona parte del loro tempo libero visualizzando spot promozionali travestiti da video-recensioni. Secondo una ricerca del sito Bloomberg Businessweek, il 72% della Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2010) afferma che YouTube è la piattaforma social più influente e che l’acquisto di un gioco avviene a seguito di una video-recensione positiva.

La diretta conseguenza è che, secondo uno studio di Internet Matters, un bambino su 8 è un blogger o v-logger; negli ultimi anni sono nati centinaia di canali attorno alla figura di baby influencers che, sotto la guida di genitori improvvisati manager o da soli quando in età adolesceniziale, cercano di sbarcare il lunario e di raggiungere la popolarità. La storia più sorprendente è sicuramente quella dei video di Ryan’s ToysReview: Ryan è un bambino di 8 anni con un seguito di quasi 18 milioni di persone e un fatturato annuo che si aggira intorno ai 22 milioni di dollari. Da marzo del 2015 il canale del giovane youtuber è cresciuto, ha coinvolto i genitori e sue sorelline, continuando a pubblicare video divertenti ed accattivanti nei quali si recensiscono giocattoli o si fanno esperimenti scientifici; Ryan è diventato un vero e proprio brand che, oltre a fornire servizi di promozione per aziende, produce una propria linea di giocattoli.

Nell’analizzare l’influencer marketing legato al mondo del giocattolo, non bisogna tralasciare il fatto che tutto nasce dall’ingegno e dal lavoro costante di persone che hanno saputo sfruttare il momento storico adattando le proprie competenze alle richieste del mercato (ne avevamo parlato anche in questo articolo), e che per raggiungere questi numeri c’è bisogno di una pianificazione accurata e costante. Dall’altro lato il tema fa sorgere naturalmente varie preoccupazioni legate sia allo ‘sfruttamento’ di bambini da parte dei genitori, sia alla libera navigazione dei più piccoli su siti e tra contenuti spesso non adatti a loro. A tal proposito, dopo diversi casi che hanno fatto notizia e varie proteste, YouTube ha creato la piattaforma Kids, dedicata ai più piccoli e con la possibilità di controllo da parte dei genitori. Dal punto di vista delle aziende di giocattoli questo strumento ha due grandi vantaggi: il primo è quello di ottimizzare l’investimento pubblicitario, puntando su figure che si rivolgono ad un target specifico e molto ampio, il secondo è quello di poter presentare un giocattolo in modo approfondito e senza limite di tempo, al contrario degli spot televisivi, consegnando al consumatore un immagine del prodotto più completa ed approfondita.