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IL FUTURO DEL DESIGN DEL GIOCATTOLO IN SEI PUNTI CHIAVE

7 agosto 2017 — by Fabio Guaricci

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IL FUTURO DEL DESIGN DEL GIOCATTOLO IN SEI PUNTI CHIAVE

7 agosto 2017 — by Fabio Guaricci

L’innovazione nel design per l’educazione si muove a velocità elevate e, spesso e volentieri, strizza l’occhio ai trend culturali e soprattutto tecnologici. L’ha capito Fisher Price, azienda di giocattoli e prodotti per bambini con una storia di 85 anni alle spalle, che un po’ di mesi fa ha lanciato una ‘sfida’ comunicativa con il video ‘The future of parenting’ ovvero il futuro del design del giocattolo in sei punti chiave.

A Continuum, azienda di innovazione e consulenza nel design, è stato affidato il compito di ricercare e visualizzare i dati relativi al cambiamento nel mondo del giocattolo e più in generale del ruolo della famiglia nello sviluppo del bambino. Il motivo principale di questa operazione è stato quello di individuare possibili visioni future per provocare e stimolare la curiosità di ‘addetti ai lavori’ e non. La fase di ricerca ha coinvolto specialisti dello sviluppo, futuristi, innovatori oltre che a esponenti autorevoli nel campo del design, tecnologia e scienze dell’educazione per avere pareri completi e verosimili sul tema; tutte le interviste sono poi state filtrate e integrate con trend tecnologici e comportamenti culturaliIncrociando queste tre aree il team di progetto ha mappato il futuro del design del giocattolo in sei punti chiave:

1 – Semplicità dinamica, ovvero amplificare l’uso degli oggetti e delle attività quotidiane attraverso una naturale interazione guidata dal soggetto coinvolto, sia esso il bambino o il genitore. Questo significa usare le potenzialità dello sviluppo tecnologico per avere migliori esperienze d’uso concentrate in pochi ed essenziali prodotti. Questi crescono insieme all’utente grazie alle grandi possibilità dell’aggiornamento dei software che li controllano. Nel video ad esempio, il papà misura la crescita della sua bambina grazie ad un albero proiettato sul muro di casa che tiene traccia degli avvenimenti importanti, e che poi scompare silenziosamente, così come era apparso.

2 – Risposta contestualizzata. L’esperienza di gioco ed apprendimento si modifica e interagisce con quello che accade nell’istante del gioco, coadiuvata da ambienti reattivi e integrati.  Il momento ludico-educativo è favorito da oggetti ‘responsive’ che stimolano l’interazione tra genitori e figli. Ecco quindi che la finestra della casa diventa, nel video, un grande schermo nel quale elementi del gioco si integrano con l’ambiente esterno.

3 – Aspetto umano. Lo sviluppo del giocattolo e dell’esperienza tecnologica deve poter riflettere il tocco umano, il futuro ha l’odore del legno e il calore del feltro, materiali distanti dall’immaginario tecnologico. Potremmo definire questo processo come umanizzazione della tecnologia perchè questa si nasconde e si traveste interagendo con l’uomo in maniera spontanea. Il neonato nella clip infatti dorme in una culla in legno, un modello non distante da quelli presenti nei negozi di articoli per bambini, ma che integra una tecnologia innovativa e connessa.

4 – Immersione immaginativa. L’interfaccia non sarà più solamente quella dello schermo, sia esso un tablet o un pc, ma l’intero spazio di vita sarà di supporto al gioco e all’apprendimento. Cambia la definizione dello spazio e l’ambiente diventa interfaccia per incorporare in modo naturale la tecnologia nella nostra vita.  Il team di Continuum ha visualizzato questo punto chiave in una scena dove una bambina gioca con un pupazzo (che ha creato in precedenza con una stampante 3D, una nota un po’ stonata nel complesso) il quale attiva una serie di scenari acquerellati intorno a lei, dall’aspetto ‘analogico’.

5 – Nessun confine. La parola chiave è interazione tra elementi sensoriali e devices, tra fisico e digitale. Oggetti connessi che ‘parlano’ tra loro e si adattano ad ogni membro della famiglia  consentono un’esperienza di gioco senza fine e in continua evoluzione. Nel video una bambina piccola gioca con un girello 2.0 e ‘raccoglie’ dei numeri digitali che appaiono sulla sua strada.

6 – Auto quantificazione. Non c’è futuro scollegato dai dati e l’ultima visione è incentrata proprio sul collezionare e interpretare dati estremamente qualitativi. La sfida è partire dall’analisi e interazione tra diverse intuizioni per progettare prodotti preziosi, qualitativamente e emozionalmente validi per abbracciare l’umanità e non sostituirla. La mamma del video interagisce con gesti semplici con un disco in legno ha sul comodino e che proietta dei simboli relativi alle condizioni del bambino che dorme nella stanza accanto.

‘The future of parenting’ è un interessante operazione di comunicazione che porta Fisher Price ad un livello avanzato dove per restare competitivi bisogna non solo sviluppare un nuovo giocattolo tecnologico o aggiornarne uno di successo. Questo video dimostra come il linguaggio con cui un’azienda si rivolge ai suoi consumatori è fondamentale per destare interesse e far parlare di sè. In quest’ottica la scelta di un rinomato studio internazionale di progettazione la dice lunga sull’importanza dell’investimento nel design e nella comunicazione per le aziende di giocattoli al giorno d’oggi.

A distanza di un po’ di mesi, la ricerca risulta essere non proprio utopica e più alla mano di quanto possiamo immaginarci, soprattutto vista la velocità a cui viaggia lo sviluppo tecnologico. Guardando il video vengono in mente diversi prodotti (rivolti a utenti di vario genere) già in commercio o prototipi che aspettano di entrare sul mercato, che rispecchiano uno o più punti toccati nel corto e nella fase di ricerca.

Un esempio è il tavolo responsive presentato da IKEA al Fuorisalone del 2015, come previsione di come sarebbero cambiate le abitudini nelle cucine del 2025, è diventato realtà ben prima di quella data. L’azienda Marmoarredo ha di recente messo in commercio il tavolo Tulèr, con bilancia integrata, ricarica wireless, elettrodomestici a scomparsa ecc…

Oppure Bearbot, un telecomando universale per controllare tramite gesti naturali dalla tv alla luce in casa, dall’impianto di condizionamento alle tapparelle che ha la forma di un orso che risponde ai comandi tramite espressioni facciali. 

Due mesi fa, ultimi esempi, vi abbiamo parlato di Yibu, una serie di giocattoli in legno ma altamente tecnologici, così come Max Motor Dreams, la culla connessa presentata da Ford che tramite il controllo di un app, simula luci, suoni e vibrazioni di un viaggio in auto per garantire il miglior sonno per il bambino.

Il futuro del design del giocattolo in sei punti chiave  mostra come la tendenza sia quella dell’’umanizzazione dell’aspetto digitale, un interazione spontanea contro una dipendenza da schermo o un’estetica familiare e ‘vintage’ contro una distante e ‘spaziale’. Tralasciando le paure legate ad una tecnologia che controlla invece di essere controllata o di totale dipendenza dal digitale, la strada è quella giusta se la interpretiamo come linea guida di sviluppo giocattolo inteso non come singolo oggetto nel suo packaging sullo scaffale, ma come intera esperienza ludica ed educativa, che coinvolge un sistema-prodotto di valore non solo per il bambino ma per l’intero ambiente familiare.