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STORYTELLING TRA GIOCO FISICO E DIGITALE

23 luglio 2019 — by Fabio Guaricci

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STORYTELLING TRA GIOCO FISICO E DIGITALE

23 luglio 2019 — by Fabio Guaricci

L’innovazione nel mondo del giocattolo può nascere in tanti modi, con un nuovo materiale, una nuova tecnologia o delle idee fuori dal normale. Capita altre volte che la differenza parta da una strategia, una serie di scelte e azioni che porta un’azienda a posizionarsi su un piano diverso rispetto ai suoi competitors. È il caso di Sago mini, uno studio di progettisti di giocattoli, un luogo di contaminazioni ma soprattutto un’azienda, un brand che si occupa di progettare uno storytelling tra gioco fisico e digitale per bambini in età prescolare. Questa realtà canadese è interessante in particolare per l’approccio aperto al progetto e per la pianificazione aziendale che ha portato avanti dal 2013 ad oggi.

Attualmente l’azienda conta circa 35 app sviluppate e vendute sui principali app-store e altrettanti prodotti fisici distribuiti sia online che in centinaia di store tra Canada, America ed Europa. Con una media di 1.400.000 app scaricate al mese è sicuramente stimolante partire da questi numeri per rendersi conto della strategia di sviluppo del brand in questi 6 anni. Ad un primo livello di approfondimento ‘superficiale’ è di grande impatto la social media strategy soprattutto su instagram: contenuti video ben progettati, una narrazione del prodotto empatica verso i genitori e una squadra di influencer selezionati qualitativamente. (per approfondire questo aspetto è interessante questa intervista)

Ma non di solo marketing vive l’azienda, basta dare un’occhiata al team di Sago mini per rendersi conto di quante figure contribuiscono alla progettazione ed allo sviluppo di un app o un giocattolo, ognuna con una qualifica professionale ben specifica. È una squadra multidisciplinare ma specializzata in cui troviamo dal sound designer al play designer (che è diverso dal toy designer) e poi sviluppatori, illustratori, artisti, esperti di e-commerce e di brand management. Tutte figure fondamentali ma che, quando si tratta di inventare un nuovo gioco, rispondono ad un unico capo: il bambino! Sago mini infatti organizza sedute di prototipazione mensili con gli utenti primari e secondari (bambini e genitori) per testare i prodotti in fase di sviluppo, verificare l’esperienza di gioco e direzionare i successivi step di progettazione. 

“[…] I nostri utenti non sanno leggere. Le istruzioni quindi saranno inutili. Loro amano testare e sperimentare, per questo considero il nostro lavoro come una sorta di versione snella dell’ UX (User experience) design…Noi guardiamo come i bambini giocano con i giocattoli fisici e cerchiamo di replicare quei comportamenti in una forma digitale”

Jason Krogh, Sago Mini’s CEO

Una prototipazione rapida e un’osservazione che consente di creare prodotti di qualità e di immediata comprensione, riducendo il rischio di un potenziale fallimento al momento del lancio sul mercato, in particolare riguardo al prodotto digitale. La fase di testing non coinvolge solamente il bambino, ma anche i genitori, tenuti in grande considerazione dal brand non solo come utenti passivi nella fase di acquisto. Un elemento interessante a riguardo sono le ‘Letter to parents’ che accompagnano ogni prodotto Sago mini; qui l’azienda si rivolge direttamente ai genitori spiegando come e perchè è nato un prodotto e quali possono essere gli argomenti di conversazione con il proprio bambino dopo che ha utilizzato un app, per stimolare un confronto sin dalla tenera età che vada oltre al gioco in sé.

È singolare inoltre lo storytelling che Sago mini ha creato intorno ai suoi prodotti, infatti tutto ruota attorno a dei personaggi creati ad hoc e protagonisti sia delle app che dei giochi fisici. I quattro personaggi principali sono animali con una personalità specifica, un carattere definito e delle passioni facilmente accomunabili con quelle dei piccoli utenti. Questo consente un’esperienza di gioco fluida e ibrida che passa dal digitale al fisico, da un’app ad un giocattolo mantenendo coerenza e continuità nei temi e nei contesti, oltre ad una fidelizzazione maggiore sia del bambino che del genitore. Pensate al ruolo che hanno i cartoni animati nel mondo del giocattolo; È pratica comune a tante aziende del settore quella di acquistare una licenza per l’utilizzo di immagine di un personaggio in voga tra i bambini, e produrre una serie di giocattoli per massimizzare le vendite su quel tema specifico, in un determinato momento. Sago mini ha sfruttato questa logica ‘internamente’, creando uno storytelling interessante attorno a dei personaggi propri e adattandola al suo target di riferimento.

In conclusione Sago mini affronta la progettazione con una visione ampia, a 360°, il brand non sviluppa il gioco in sé ma ha come bussola un progetto più ampio che comprende una varietà di prodotti legati tra loro e una strategia di sviluppo facilmente sostenibile. Questa azienda dimostra che c’è una strada diversa per progettare uno storytelling tra gioco fisico e digitale, delle esperienze che vanno oltre al giocattolo con dei sensori connessi ad un dispositivo e che sono centrate sull’utente, sia in fase di progettazione come parte integrante del team di design, che in fase di gioco.