BLOGEDUCATIVOPROGETTO

UN GIOCATTOLO SENZA ISTRUZIONI

23 ottobre 2019 — by Fabio Guaricci

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UN GIOCATTOLO SENZA ISTRUZIONI

23 ottobre 2019 — by Fabio Guaricci

Quando giochiamo (o giocavamo, fate un po’ voi) siamo abituati a seguire delle istruzioni, ad aprire un libretto che ci spiega come funziona quel giocattolo o ad ascoltare delle indicazioni, un percorso più o meno rigido che ci guida in una sequenza di azioni. E se tutto questo fosse limitante per un bambino? Cosa succederebbe se al posto di seguire degli step consequenziali, gli venisse dato un obiettivo finale senza curarsi del percorso? Lo scopriamo con Rigamajic, un giocattolo senza istruzioni che sfida diversi clichè legati alla sfera dell’infanzia e al mondo del giocattolo più in generale.

Questo giocattolo di costruzioni appare inusuale sin da un primo sguardo, “un bellissimo mucchio di rottami da assemblare”, come lo definirebbe la designer; dall’aspetto pesante e dall’estetica più da prototipo che da prodotto fatto e finito (anche se per i fanatici del ‘Meccano‘ potrebbe essere un colpo di fulmine!). 265 pezzi tra assi, ruote, corde e connettori vari realizzati principalmente in compensato di betulla e nylon riciclato. Sia le tavole in legno che i connettori in plastica non hanno colori o finiture particolari e questo ci ha stupito non poco, considerando il posizionamento del prodotto in un mercato dove la ricerca cromatica ed estetica è fondamentale per la progettazione…e per il marketing. Ma andando a fondo di questa scelta si capisce che è parte di un ragionamento progettuale più ampio che vuole spingere il bambino ad immaginare, slegandolo il più possibile da vincoli, a partire da quelli estetici.

Le dimensioni sono un altro aspetto poco rassicurante, siamo abituati a costruzioni con pezzi relativamente piccoli o comunque maneggevoli, mentre con Rigamajic ci troviamo di fronte a componenti grandi e ad un giocattolo da un forte impatto sullo spazio. In un percorso di analisi del prodotto la domanda è: chi l’ha detto che un bambino non può giocare con pezzi pesanti? o meglio, perchè non fornire ai bambini degli elementi per costruire oggetti in scala reale? Il punto di partenza è sempre quello di fornire degli strumenti per essere liberi di inventare; se questi sono grandi e pesanti per un bambino, questo sarà costretto a cercare l’aiuto di qualcun altro, e se si inventa in due o più menti i risultati saranno sicuramente più soddisfacenti. Rigamajic, per le sue caratteristiche, è progettato per un ambiente scolastico o museale, in cui i piccoli utenti abbiano spazio a sufficienza e condizioni tali da poter creare in modo collettivo e collaborativo.

Un giocattolo senza istruzioni è per definizione complesso, ma è proprio la complessità che aiuta ad approfondire e crescere, sin dalla tenera età; il bambino, costruendo senza vincoli ed arrivando ad un risultato tangibile, raggiunge la consapevolezza di avercela fatta da solo. Questo ragionamento parte dal presupposto che Rigamajic non nasce per costruire degli oggetti concreti, ma per esplorare nuove forme e soluzioni a situazioni reali; citando un esempio concreto, l’obiettivo del gioco non è costruire un automobile, ma un modo per andare a scuola. La prospettiva quindi cambia e si slega dai canoni a cui siamo abituati per abbracciare una nuova modalità di gioco, quella in cui si costruiscono le circostanze per giocare. Non esistono quindi risposte giuste o sbagliate, percorsi corretti o meno, ma solamente l’immaginazione pura e semplice.

Questo prodotto nasce da un’idea di Cas Holman, designer americana che da 18 anni si dedica alla progettazione per i più piccoli. Da aree giochi a giocattoli a nuovi sistemi ludico-educativi per le scuole, il suo approccio è interessante e guidato dall’esplorazione e dall’inventiva. Per approfondire il suo lavoro vi consigliamo il documentario Abstract, su Netflix, che ha dedicato una puntata proprio a lei e al suo metodo di progettazione.