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UN GIOCATTOLO STEAM ANALOGICO DAL CUORE DIGITALE

22 marzo 2019 — by Fabio Guaricci

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UN GIOCATTOLO STEAM ANALOGICO DAL CUORE DIGITALE

22 marzo 2019 — by Fabio Guaricci

In questo articolo vi parleremo di un giocattolo STEAM analogico dal cuore digitale per avvicinare i bambini all’arte inventato da una start-up inglese. Iniziamo dicendo che è scientificamente provato che l’arte fa bene ai bambini. Probabilmente non è una novità, “l’ho sempre detto!” penserete, ma la conferma alle nostre supposizioni arriva dall’ università dell’Arkansas che ha svolto una ricerca approfondita su un campione consistente di bambini esposti ad opere d’arte. I risultati dimostrano come i quelli che hanno visitato musei o abituati all’ osservazione di opere d’arte sviluppano diverse ‘soft skills’ tra cui una maggiore memoria educativa e capacità di pensiero critico.

Anche per queste ragioni di recente si parla di approccio STEAM, dove la ‘A’ di Arte fa la differenza; questo metodo rappresenta un’upgrade del precedente STEM, integrando ai principi logici di Scienze Tecnologia Ingegneria e Matematica l’aspetto pratico e creativo dell’Arte. L’arte rende quindi i bambini ‘persone migliori’, e sono tante le iniziative, i luoghi e i giochi sviluppati a partire da questa teoria e per avvicinare i più piccoli a questo tema. In questo articolo, ad esempio, vi avevamo parlato di un asilo nido progettato per educare al bello; proprio in questi ultimi giorni inoltre si parla molto di Artonauti, il primo album di figurine dell’arte sviluppato da WizArt S.r.l. e finanziato da Fondazione Cariplo, che spinge i bambini a collezionare e completare affreschi, tele e sculture attraverso un mezzo analogico ed ancora tanto amato, le figurine.

Le ‘nuove’ tecnologie come la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale poi, hanno aperto tante possibilità di apprendimento a portata di bambino. Tra applicazioni educative sviluppate per musei o software che danno vita alle tele rinascimentali il mercato inizia ad essere affollato di proposte. In questo contesto ci sembra interessante raccontarvi un giocattolo STEAM analogico dal cuore digitale per avvicinare i bambini all’arte: ‘Museum in a box’. Questa start-up inglese ha inventato il modo per portare le collezioni dei musei e le conoscenze specialistiche nelle mani dei bambini in qualsiasi parte del mondo.

Ma facciamo un passo indietro. Il progetto parte da una considerazione abbastanza sorprendente: in media solo il 5% degli oggetti di proprietà dei musei sono esposti al pubblico. Il British Museum ad esempio ha in mostra solamente l’1% della sua intera collezione. Inoltre non tutti gli studenti hanno la possibilità di visitare questi luoghi e, quando possono si trovano spesso e volentieri davanti ad allestimenti anonimi e a materiali descrittivi poco adatti a loro. Museum in a Box è una scatola in acrilico o compensato che offre l’arte a portata di bambino; pensata per essere spedita in tutto il mondo, occupando il minor spazio possibile, contiene una serie di oggetti: 10 pezzi stampati in 3D, cartoline interattive, documenti e mappe. Il principio progettuale è quello del ‘less screen, more touch’, infatti nonostante la tecnologia in ballo sia tanta, questa scatola non ha uno schermo per interagire con l’utente.

Il box contiene un cervello elettronico sviluppato con Raspberry Pi in grado di tradurre le informazioni posizionate sugli oggetti, attraverso dei tag NFC, in racconto vocale. L’aspetto dell’interazione tra la scatola e il bambino è molto importante perchè lo coinvolge direttamente in un’attività sensoriale, includendo il tatto nel processo di scoperta attraverso la manipolazione degli oggetti fisici. Inoltre il racconto legato all’oggetto è un feedback uditivo particolarmente favorevole alla comprensione e alla memorizzazione delle nozioni apprese, anche perchè progettato, scritto e narrato proprio per i più piccoli.

Per adesso la start-up che ha inventato un giocattolo STEAM analogico dal cuore digitale ha lavorato con diversi musei e tante scuole inglesi, ma ha stretto partnership con istituzioni nel settore museale sparse per il mondo. Sono molte le realtà espositive che stanno investendo nella scansione 3D e portando avanti digitalizzazione di massa degli archivi; il progetto quindi si inserisce perfettamente in questo contesto, sfruttando una parte consistente di lavoro a costo 0 (per la start-up) e fornendo ai musei ed alle scuole un servizio unico, educativo e promozionale.