BLOGDISABILITA'PROGETTOTECNOLOGIA

INCLUSIONE ATTRAVERSO LA MUSICA

15 giugno 2017 — by Fabio Guaricci

main

BLOGDISABILITA'PROGETTOTECNOLOGIA

INCLUSIONE ATTRAVERSO LA MUSICA

15 giugno 2017 — by Fabio Guaricci

Quando si parla di Design for All si intende un approccio al progetto per la diversità umana, l’inclusione sociale e l’uguaglianza. Skoog promette inclusione attraverso la musica e incarna pienamente questi valori: all’apparenza un morbido cubo con cinque semisfere nelle 5 facce visibili, in realtà un’ innovativa e performante interfaccia musicale che nasconde applicazioni inaspettate.

Questo progetto virtuoso nasce nel 2006, nei laboratori dell’ Edinburgh College of Art dove un team guidato dal professor Nigel Osborne cominicia a progettare uno strumento musicale ludico, intuitivo, tattile e divertente per tutti i bambini, inclusi quelli con disabilità sia fisica che nell’apprendimento.

Dal 2006 sono stati tanti i passi in avanti, dai finanziamenti ricevuti dal Nesta (National Endowment for Science, Technology and the Arts) alla campagna Indiegogo di gran successo alla creazione dell’azienda Skoogmusic nel 2010. Il progetto ha da subito suscitato interesse e raggiunto alti livelli di successo grazie alla stampa fisica e digitale, fino a catturare l’interesse di Apple. L’azienda di Cupertino ha scorto del potenziale nel progetto tanto da inserirlo nei suoi canali di vendita e sponsorizzarlo come strumento musicale educativo che crea inclusione attraverso la musica.

Ma entriamo nel dettaglio, Skoog è un’interfaccia musicale che produce suoni in base a come e dove viene colpito, strizzato o accarezzato. Ogni faccia del cubo, ad eccezione della base, è un punto di interazione, così come lo sono gli angoli e l’intera struttura. Basta collegare via bluetooth/wi-fi Skoog al computer o all’iPad per configurarlo tramite applicazioni già esistenti (come Garage Band) o attraverso il software specifico e il gioco è fatto. Si possono riprodurre tantissimi suoni diversi, dalla chitarra, al piano alle percussioni per creare vere e proprie composizioni musicali.

Quello che più stupisce di questo simpatico cubo è il focus sull’inclusione in ogni fase del progetto, a partire dalle prime fasi di ideazione fino alla commercializzazione e comunicazione. Nato per incontrare le esigenze dei bambini disabili attraverso una terapia musicale fortemente focalizzata sulla sensorialità tattile, è diventato quasi uno strumento virale tanto da essere utilizzato da dj professionisti di musica elettronica oppure per video cover come quello qui sotto. Skoog incontra le esigenze di tutti con naturalezza, e trasforma l’atto della produzione di un brano musicale in un momento di gioco analogico, ampliando però le potenzialità dello strumento grazie all’interfaccia digitale.

Il team di Skoogmusic nello sviluppo del progetto, ha puntato molto sull’aspetto educativo e terapeutico. Nella fase iniziale sono stati diversi i test nelle classi e nei centri di terapia per persone con disabilità fisiche o cognitive, e da quando il progetto è sul mercato sono tante le testimonianze che popolano il blog del prodotto. Spesso per persone con disabilità una delle più grandi barriere è fare musica con uno strumento tradizionale. Skoog rimuove questo ostacolo dimostrando come si può fare inclusione attraverso la musica.

“E’ stato progettato per essere uno strumento inclusivo perchè spesso gli strumenti musicali sono belli, fantastici, ma difficili da suonare”

Dr. Ben Schögler, co-inventore di Skoog