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UN KIT PER INSEGNARE LA PROGRAMMAZIONE AI GRANDI DI DOMANI

2 ottobre 2017 — by Fabio Guaricci

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Insegnare il coding alle nuove generazioni è uno dei trend topic dei nostri giorni. Sono tanti i giocattoli sviluppati negli ultimi anni che esplorano questo argomento e che riescono in modo più o meno efficace a presentare soluzioni educative adatte a varie fasce di età. In questo clima di fermento si inserisce LEGO Boost, un kit per insegnare la programmazione ai grandi di domani.

Viviamo in un’epoca di cambiamento ed è sotto gli occhi di tutti come la tecnologia si stia evolvendo a grandi passi e il ‘software’ stia diventando centrale nella vita quotidiana. Dalle applicazioni ai servizi, dagli ‘oggetti intelligenti’ ai giocattoli, la componente intangibile che dà vita alle cose è sempre più presente. Questa non è una critica, quanto un analisi dei cambiamenti in atto che sottolinea l’importanza di insegnare ai bambini questa skill del ‘futuro’, e non perché tra qualche anno tutti i lavori richiederanno di saper programmare. La disciplina della programmazione infatti, tra le altre cose, educa i bambini al pensiero computazionale, un mix di matematica e logica per guardare al mondo con un’ottica diversa e affrontare problemi complessi destrutturandoli in sequenze di problemi più piccoli.

Partendo da questi presupposti il colosso danese del giocattolo ha recentemente lanciato sul mercato un kit per insegnare la programmazione ai grandi di domani. Così come negli anni ’50 i mattoncini colorati ebbero un enorme successo, diventando la passione di tante generazioni di grandi e bambini, LEGO Boost è stato accolto dalla critica e dal mercato come uno dei migliori giocattoli tra analogico e digitale, aggiudicandosi il ToyAward della Spielwarenmesse 2017 nella categoria SchoolKids, ancor prima del lancio ufficiale sul mercato.

LEGO Boost è composto da 847 mattoncini, dal LEGO Move Hub (un motore interattivo) e da un sensore di distanza e colori che permettono di costruire 5 modelli differenti: Vernie il robot, Frankie il gatto, la chitarra 4000, la macchina plurifunzionale Rover 4 (M.T.R.4) e una specie di stampante 3D. La fascia di età indicata è dai 7 ai 12 anni e il kit include anche un applicazione per tablet. Questa è il cuore del giocattolo, sia dal punto di vista educativo che funzionale: in un primo momento serve da istruzioni per la costruzione dei 5 diversi robot e successivamente guida alla programmazione e all’animazione del giocattolo costruito.

L’interfaccia dell’applicazione è una delle componenti di successo di questo giocattolo. E’ progettata infatti in modo semplice ed intuitivo, senza alcun testo e utilizzando esclusivamente icone facilmente comprensibili dai bambini. Si comincia dalla scelta del modello per continuare poi, passo dopo passo, con le istruzioni per la costruzione e successivamente con la programmazione di azioni dalla difficoltà crescente. Questo processo aiuta il bambino ad imparare gradualmente dandogli ogni volta un riconoscimento tangibile per il lavoro svolto.

Abbiamo già parlato di quanto sia importante progettare un giocattolo con un giusto equilibrio tra analogico e digitale e LEGO Boost combina il fascino tradizionale della costruzione con i mattoncini ad una programmazione intuitiva. Questo aspetto rende il giocattolo stimolante per i bambini (e per i genitori nostalgici), che vedono la loro costruzione animarsi, interagire e rispondere ai loro comandi.

Sicuramente l’azienda danese non è stata tra le prime a percorrere la strada del giocattolo educativo a tema programmazione, anzi arriva quasi in ritardo rispetto alle altre. LEGO Boost però dimostra che nel progettare un kit per insegnare la programmazione ai grandi di domani sono tanti i fattori da tenere in considerazione, tra questi una ricerca ben strutturata e una progettazione a 360° dell’esperienza di gioco. Ogni dettaglio nella user experience è curato nel dettaglio, dall’applicazione al montaggio, allo smontaggio per costruire un nuovo personaggio. Questo giocattolo dimostra anche come un’azienda di giocattoli dall’identità ingombrante e ben definita può reinventarsi seguendo i trend del mercato presentando un prodotto ben progettato e dal costo contenuto, elemento che non guasta specialmente analizzando i competitors nel settore.

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UN KIT PER INSEGNARE L’ELETTRONICA CON LA PLASTILINA

18 luglio 2017 — by Fabio Guaricci

Chi non ha mai usato la plastilina per creare strani mostri a tre teste o la macchina dei sogni? E’ un classico del mondo del giocattolo sin dall’inizio del 1900 ed è rimasta pressoché inalterata fino ai giorni nostri. Colorata o fluorescente, fatta in casa o industriale, questa magica sostanza ha sempre affascinato piccoli e grandi fino ad essere utilizzata da scultori per i primi modelli plastici o vincere addirittura due premi Oscar nel campo dell’animazione con i cortometraggi Wallace & Gromit. Un’azienda di giocattoli ha portato ad un livello ancora più alto questo materiale progettando un kit per insegnare l’elettronica con la plastilina.

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UN ASILO PER EDUCARE AL BELLO

30 giugno 2017 — by Fabio Guaricci

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“La bellezza salverà il mondo” è una delle citazioni più celebri di Fedor Dostoevskij. Spesso abusata, questa frase è stata presa sul serio dai fondatori di Baby Caring, un asilo per educare al bello a Milano.

Baby Caring è un asilo nido bilingue che nasce in una struttura storicamente importante per la città di Milano: la Fondazione Mantegazza, in via San Calocero 16. Qui Laura Solera Mantegazza aprì nel 1850 il primo asilo nido con la finalità di aiutare le donne lavoratrici a non abbandonare i propri figli. Un posto quindi destinato sin dalla sua nascita ad ospitare cose grandi e belle, ha riaperto le sue porte a marzo 2017.

La filosofia alla base di questo Children Innovation Lab è quella del “Chi semina idee, raccoglie certezze”. La promessa invece è di farlo educando alla bellezza, in tutte le sue sfumature artistiche e concettuali, i bambini da 1 a 12 anni attraverso un’esperienza ludica e artistica. Qui i programmi formativi tradizionali sono rivoluzionati dalla centralità del bambino che diventa protagonista attivo tanto da modulare, consciamente o inconsciamente, il proprio percorso formativo in base alle sue tendenze ed interessi.

L’educazione avviene in primo luogo attraverso la partecipazione quotidiana alle opere d’arte esposte in forma di galleria all’interno della struttura: gli interni, così come gli arredi, portano la firma di grandi nomi dell’arte e del design; ci sono i quadri ‘numerici’ di Paolo De Cuarto e le fiabesche sculture lignee di Duilio Forte. Dell’Atelier Forte è anche l’installazione permanente ‘Ursus’, un grande orso di legno che può essere scalato ed esplorato dai bambini in totale sicurezza, a dimostrazione che in un asilo per educare al bello nessun dettaglio può essere tralasciato e che tutto contribuisce armonicamente all’esperienza ludica ed educativa. Sono parte centrale del programma anche i laboratori ideati da artisti di fama internazionale, come Micro-memory, curato dall’artista armena Liana Ghukasyan, dove i bambini sono stimolati a creare immagini a tema su una carta creata in laboratorio per dar vita a piccoli libri d’artista .

La proposta educativa è basata sulla teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner, psicologo americano contemporaneo che teorizza l’esistenza di molteplici livelli di sviluppo nell’individuo, da quello linguistico a quello musicale o visivo-spaziale. Questo approccio alla conoscenza consente di stimolare i bambini sotto diversi aspetti e di evidenziare le potenzialità maggiori in ognuno di loro, coltivando i valori della bellezza e della progettualità. Una didattica innovativa questa, nella quale nuove tecnologie e apprendimento si fondono e favoriscono, anche attraverso i media e la robotica, esperienze ludiche per disegnare, comporre musica, progettare immagini e creare storie.

Al Baby Caring Mantegazza l’innovazione tocca anche l’aspetto organizzativo: l’asilo è aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7 e alla tradizionale formula di frequenza annuale ad orari fissi, se ne affianca una ‘a tempo’ che segue gli orari di lavoro dei genitori. In questo modo la scuola sostiene e supporta l’equilibrio familiare vita-lavoro, così difficile da trovare già nell’800 ai tempi della fondazione dell’edificio, figuriamoci nella società odierna.

Baby Caring Mantegazza rappresenta una positiva novità non solo nel mondo dell’istruzione. In un momento storico dove spesso prevale la negatività o peggio l’indifferenza, un asilo per educare al bello è quello che serve per trasformare una citazione in una speranza reale.

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UN SET DI GIOCATTOLI IN LEGNO PER APPROCCIARSI ALLA TECNOLOGIA

23 maggio 2017 — by Fabio Guaricci

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Come contrastare l’eccesso di tecnologia nelle giornate dei bambini? Come evitare che passino il loro tempo fermi davanti ad un tablet? Come rendere il momento del gioco allo stesso tempo attivo ed educativo? Questi potrebbero essere tre dei tanti interrogativi che i designers di frog si sono posti nel sviluppare Yibu, un set di giocattoli in legno per approcciarsi alla tecnologia.

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ROBOTICA E DESIGN DEL GIOCATTOLO A SERVIZIO DELLA DISABILITA’

16 maggio 2017 — by Fabio Guaricci

L’applicazione della tecnologia all’ambito medicale è un tema spesso ricorrente, così come quello della collaborazione tra robotica e design del giocattolo a servizio della disabilita’. Sono tanti i casi studio che dimostrano come il progresso in questi campi è sostenuto da menti illuminate e da team di progetto formati da persone con background diversi e all’apparenza opposti ma che, proprio per questo, portano a risultati sorprendenti.

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I DESIGNER DI GIOCATTOLI POSSONO UTILIZZARE LA TECNOLOGIA PER EDUCARE

11 aprile 2017 — by Fabio Guaricci

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Viviamo in un mondo nel quale il progresso tecnologico avanza velocemente e noi ci siamo chiesti come i designer di giocattoli possono utilizzare la tecnologia per educare. Le nuove tecnologie a servizio dell’utente cambiano, e spesso facilitano, il modo in cui ci approcciamo alla realtà quotidiana e non solo. Tra i tanti settori coinvolti da questa metamorfosi c’è anche quello educativo: la scuola sta lentamente abbandonando la pelle fatta di libri, interrogazioni e memorizzazioni per vestire quella dei nuovi metodi di insegnamento spesso basati sul learning by doing.

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UN GIOCATTOLO NARRATIVO PER BAMBINI CON DISTURBI DEL LINGUAGGIO

31 marzo 2017 — by Fabio Guaricci

Il linguaggio è qualcosa che normalmente si sviluppa nei primi tre anni di vita. Ma a volte ci sono bambini con disturbi del linguaggio in cui lo sviluppo è significativamente ritardato e sottosviluppato. Quando viene identificato un disturbo del linguaggio è importante affrontare il disturbo il prima possibile, preferibilmente quando il bambino è tra i 4 ed i 6 anni. Per questi bambini è veramente molto importante fare esercizi vocali per migliorare le proprie competenze e superare i propri limiti. Questi esercizi sono normalmente supervisionati da logopedisti. Ma l’accessibilità ed il tempo